
Questo libro di Maurizio Blondet, Schiavi Delle Banche, è un vero e proprio cazzotto nello stomaco. Fa sorgere nel lettore tante domande inquietanti, e il bello (o il brutto) è che poi offre le risposte, che il più delle volte lasciano a bocca aperta. Non per nulla il libro è stato stampato da una casa editrice oserei dire coraggiosa come la Effedieffe, che a quanto pare non teme di pubblicare libri scomodi come questo. Pur trattando un argomento delicato e all’apparenza complicato come quello della finanza in genere e del sistema bancario internazionale nello specifico, si legge piuttosto facilmente poiché scritto in modo lineare, semplice e allo stesso tempo esaustivo. Blondet non teme di addentrarsi in argomenti rischiosi come ad esempio: “Il miracolo hitleriano” o “Hitler economista”, o spiegare perché le banche non vogliono che i debitori estinguano i loro debiti, perché così facendo non incasserebbero più lauti interessi, oppure esplicita in maniera drammaticamente chiara quella che può essere definita una vera e propria “moltiplicazione dei pani e dei pesci” a livello economico. Che cosa vuol dire? Supponiamo che voi abbiate depositato 100 mila Euro in banca:
“La banca vi fa’ credere che presta il vostro denaro ad attività produttive. Se avete messo 100 mila euro in deposito, essa presta – vi fa credere – i 100 mila euro a un imprenditore che chiede un fido. Così spiega la forbice fra il tasso passivo che paga a voi – l’1 per cento d’interesse, che con l’addebito delle spese diventa lo 0 per cento, o addirittura un interesse negativo (e voi già ci perdete, per il solo fatto di aver affidato i soldi alla banca) – e il tasso attivo che fa pagare all’imprenditore, indebitandolo: il 7 per cento, magari il 12 o di più.
Voi credete che questo sia il lucro della banca: 7 meno 1, 12 meno 1. In percentuale su quei 100 mila euro, fa un guadagno di 7mila o 12mila euro. Un po’ eccessivo, ma insomma la banca corre dei rischi: l’imprenditore può diventare insolvente, la banca delle spese. Il lucro è legittimo.
Così credete voi. Ma la banca, sul vostro deposito, in realtà lucra non il 7% ma il 28%, non il 12% ma il 48%. La banca ha davvero scoperto il campo moltiplicatore degli zecchini; solo, non ve ne fa partecipi. A voi riconosce solo l’1 per cento.
Come avviene? dov’è il trucco?
Il trucco è: quando voi depositate in banca 100 euro, la banca può creare fra i 10 e i 20 prestiti da 100 euro ciascuno: ossia “crea” moneta per mille o duemila euro. Nei paradisi fiscali, dove non si richiedono riserve obbligatorie, anche di più, fino a 10mila euro. E su tutto quel denaro inventato e dato in prestito la banca lucra interessi.”(pag. 55)
Un bel giochetto, non trovate? provate a cercare in giro cosa vuol dire “riserva frazionaria” e si apriranno meglio gli occhi. Proseguendo nella lettura:
“Ma coma fa la banca (…) a prestare denaro che non ha in cassa? Può perché sa che i depositanti non ritireranno tutti insieme la totalità dei loro depositi, né i debitori estingueranno di colpo i loro fidi. Lo faranno a poco a poco, secondo necessità; lo faranno per lo più emettendo assegni, non ritirando contanti. Basterà il flusso di cassa (il debitore paga gli interessi con denaro vero) per consentire alla banca di pagare contanti ai depositanti, relativamente pochi, che chiederanno soldi veri. Per mantenere il pubblico nell’illusione che la banca è solvente, che i soldi li ha.
Ma quei soldi, non sono altro che scritture contabili. Tra l’85% e il 95% del denaro circolante è creato dalle banche. Attraverso l’apertura di credito. Moneta-credito. Moneta scritturale, come si dice nel gergo della banca. O anche, in America: moneta creata dall’aria, flat money. O come dice Maurice Allais, l’unico economista Nobel affidabile: moneta creata ex nihilo*.(pagg55/56) (*”Essenzialmente, l’attuale creazione di denaro ex nihilo operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. In concreto, i risultati sono gli stessi. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” – Maurice Alais, La crise mondiale aujourd’hui – Parigi, 1991)
La sola cosa che veramente le banche temono è che troppi clienti vengano tutti insieme a ritirare i propri contanti: Vi ricordate la crisi del 2000 in Argentina? In periodo di crisi e quindi di inflazione la gente corre a ritirare i propri soldi in banca, richiedendo contanti, e questo le manda in crisi perché tutti quei soldi non ce li hanno. I depositanti argentini allora potevano ritirare solo 100 dollari a settimana! Sappiamo poi com’è andata a finire…